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Il Governo ha deciso che le partite degli europei di calcio si potranno svolgere allo stadio Olimpico di Roma con una capienza massima del 25% dei posti disponibili, quindi quasi 18000 spettatori. Sicuramente una notizia positiva che ci da il segnale della ripartenza e di un lento ritorno alla normalità ma in tutta questa storia c’è una nota che stona, ossia, l’atteggiamento del Governo.

Per gli europei di calcio non hanno atteso rt, curve di contagio, dati su ricoveri e terapie intensive ma hanno già deciso mentre interi settori del paese devono attendere per sapere cosa ne sarà della loro vita e del futuro delle loro attività. Pensiamo a bar, ristoranti, centri sportivi, palestre o a chi organizza eventi come congressi, matrimoni, concerti o spettacoli teatrali. Perché non gli viene data la stessa possibilità? Sono certo che tutti accetterebbero di occupare gli spazi a loro disposizione fino al 25% pur di ripartire e tornare a lavorare. Voglio essere ancora più provocatorio: perché per gli europei il pubblico sì e per il campionato di calcio no? Tutte le partite di questa stagione si sono svolte senza pubblico, solo per la prima di campionato all’Olimpico furono autorizzate 1000 su 72000 posti, salvo poi decidere che erano troppi anche quelli. Oggi la situazione è diversa, bene, allora se il Governo ha le idee chiare, ma su questo dubito, devono autorizzare immediatamente tutte le società di calcio e non a poter fare lo stesso per le poche partite che rimangono fino alla fine della stagione, perché un po’ di incassi non farebbero male a nessuno, così come devono autorizzare tutte le altre attività a ripartire in sicurezza e con le stesse prescrizioni poiché di differenziazioni inspiegabili ne abbiamo viste già troppe anche nel mondo dello spettacolo.

Perché alcune trasmissioni televisive hanno il pubblico in sala e un concerto o uno spettacolo teatrale non lo possono avere? Perché qualcuno ha potuto svolgere dei congressi e altri no? Esistono dei protocolli differenti, se si quali? Oppure è evidente che siano figli e figliastri. Lo vorremmo sapere, soprattutto lo vorrebbero sapere tutte quelle categorie che da oltre un anno sono chiuse e che non possono andare avanti con la miseria dei ristori che gli sono stati promessi e che chiedono semplicemente di poter tornare a lavorare in sicurezza anche se non hanno la fortuna di essere gli organizzatori degli europei di calcio.